I MATADOR

Gennaio 19, 20260

Il 2-0 sul campo dei granata è una vittoria che pesa più dei tre punti, perché racconta una squadra che ha finalmente colmato una lacuna enorme e ora può guardare avanti con ambizioni reali.

Donyell Malen era l’uomo che mancava. Gasperini lo voleva a ogni costo, i Friedkin hanno deciso di investirci nel mercato di riparazione e la risposta del campo è stata immediata. Un gol annullato per un fuorigioco millimetrico, poi un altro segnato pochi minuti dopo, a conferma che quello che stavamo vedendo non era frutto del caso. Movimenti, profondità, presenza continua.

“Ma chi abbiamo preso?”, si sente urlare dalla panchina giallorossa. L’impatto dell’olandese è devastante. Con Malen la Roma ha finalmente un riferimento offensivo vero, quello che era mancato per tutta la prima parte della stagione. E la differenza si vede, eccome se si vede.

Accanto a lui c’è un Paulo Dybala ritrovato. In condizione, ispirato, decisivo. Il tandem con Malen funziona subito: si cercano, si trovano, mandano in confusione la difesa granata soprattutto nel primo tempo. È un’intesa che nasce naturale, fatta di qualità e giocate intelligenti, e che cambia il volto dell’attacco giallorosso.

Quando il Torino prova a rientrare in partita, nel momento di massima spinta e di maggiore pressione, arriva la zampata del campione. Dybala colpisce al momento giusto, spegne l’inerzia avversaria e chiude di fatto la gara. Il Toro è matato. Da lì in poi è dominio Roma, con la sensazione costante che il terzo gol possa arrivare da un momento all’altro. Lo sfiora anche Robinio Vaz, altro volto nuovo del mercato, ma il suo destro è troppo centrale.

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